mercoledì 16 marzo 2011

Dev's Pride





Ingredienti e preparazione

3 cl. Succo di arancia fresco
3 cl. Liquore St. Germain
3 cl. Assenzio
2 cl. Crema di latte
3 fragole

Versare il succo di arancia e due fragole in uno shaker, schiacciarle con l'aiuto di un pestello.
Aggiungere il St. Germain, l'assenzio e la crema di latte. Shakerare bene e filtrare il drink in una coppa cocktail. Guarnire con la rimanente fragola e servire.


Storia

Questo cocktail fu ideato da Hari Nathan Kalyan, proprietario del Randolph a Broome presso New York. Le combinazioni di frutta e agrumi freschi integrano e bilanciano le note erbacee dell'assenzio.

venerdì 7 gennaio 2011

Black Fairy


Ingredienti e preparazione


2 cl. assenzio Kubler
2 cl. Rye whiskey Michter's
2 cl. succo di limone
2 cl acqua tonica
4 more
rametto di menta

In uno shaker pestare 3 more e alcune foglie di menta, aggiungere l'assenzio, il rye whiskey e il succo di limone, colmare con ghiaccio ed agitare bene. Filtrare in un bicchiere old-fashioned precedentemente riempito di ghiaccio e completare con l'aggiunta di acqua tonica. Guarnire con una mora e un rametto di menta.

Storia

La creatrice di questo cocktail, Erika Fey del Cyrus di Healdsburg (California), trae spesso ispirazione dagli abbondanti ingredienti di stagione disponibili dalla vicina fattoria Sonoma County per ideare drink unici con combinazioni di sapore giocosi e sorprendenti.

lunedì 22 novembre 2010

Vesper Martini



Ingredienti e preparazione
6 cl Gin
1,5 cl Vodka
0,75 cl. Kina Lillet (ora Lillet Blanc)


Versare gli ingredienti nello shaker, agitare con decisione e filtrare con lo strainer in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata, completare con un twist of lemon ovvero una elegante strizzata della buccia del limone per ricavarne una piccola quantità di oli essenziali.



Storia

La ricetta di questo cocktail fu inserita dallo scrittore Ian Flemming nel romanzo "Casino Royale" nel 1953 e adesso più che mai attuale dopo l'uscita nelle sale cinematografiche dell'omonimo film della serie Bondiana. Un'obbligata modifica al drink viene oggi apportata per l'uscita dal mercato del Kina Lillet sostituito nella ricetta dal Lillet Blanc, riportiamo di seguito la frase dell’agente segreto che avvicinandosi al banco del bar con la sicurezza della persona che sa cosa vuole ordina al barman “‘A dry Martini,’ he said. ‘One. In a deep champagne goblet. Oui, Monsieur. Just a moment. Three measures of Gordon’s, one of vodka, half a measure of Kina Lillet. Shake it very well until it’s ice-cold, then add a large slice of lemon-peel. Got it?’” Charter 7 Casino royale by Ian Fleming.

lunedì 1 novembre 2010

Hurricane cocktail




Ingredienti e preparazione

12 cl. rum scuro Jamaicano
6 cl. sciroppo di frutto della passione (succo di maracujà)
6 cl. succo fresco di limone



Versare tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio tritato, agitare per pochi secondi e versare senza filtrare in un bicchiere da Hurricane o in un capiente tiki mug. Guarnire il drink con una ciliegina e fetta d'arancia.






Storia

Se sia davvero un uragano questo cocktail lo scoprirete solo dopo averlo assaggiato, di certo stiamo parlando di uno storico long drink che ha origine a New Orleans nel periodo della seconda guerra mondiale. A quei tempi il whisky, molto utilizzato nella miscelazione, scarseggiava ed i fornitori di alcolici imponevano, ai gestori dei locali, l'acquisto di molte casse di rum per poter avere in cambio qualche bottiglia di whisky. La stessa cosa succedeva anche al locale dove lavorava il barman di origine irlandese Pat O' Brien che dovette ingegnarsi per smaltire le cospicue scorte di rum in magazzino. Decise così di creare nuovi miscelati a base di rum tra cui l'Hurricane che ben presto raccolse il consenso dei suoi avventori attirati inizialmente dall'invitante colore e dall'arrembante nome ma poi sempre più convinti dalla sua piacevolezza.
Il Pat O' Brien's bar è tuttora aperto e lo trovate nella Peter Street di New Orleans, quartiere ricco di locali storici, dove potrete farvi travolgere dal più originale degli Hurricane.

domenica 24 ottobre 2010

Pegu Club



Ingredienti e preparazione

6 cl. Gin
2 cl. Orange curacao
2 cl. succo di lime
spruzzata di angostura bitters
spruzzata di orange bitters


Shakerare gli ingredienti con ghiaccio e filtrare nella coppa cocktail precedentemente raffreddata, guarnire con una fetta di lime.


Storia

Il Pegu Club cocktail ha origine dall'omonimo locale che si trovava in Birmania quando gli inglesi dominavano quei territori, per questo motivo troviamo tra gli ingredienti un tipico distillato britannico come il gin miscelato con altri aromi esotici. Il drink lo troviamo nel listino del Savoy Hotel di Londra già nel 1930 ma la ricetta risale probabilmente a qualche anno prima, ora il Pegu Club di New York, che ha preso il nome da questo cocktail, lo ripropone seguendo rigorosamente la sua originale ricetta meritando non solo per questo la fama di essere tra i migliori cocktail bar americani.

martedì 24 agosto 2010

Duchess cocktail




Ingredienti e preparazione

1/3 (2,3 cl.) Vermouth dry francese
1/3 (2,3 cl,) Vermouth rosso italiano
1/3 (2,3 cl.) Assenzio (consigliato Kubler)

Continua la serie dei cocktail a base di assenzio, decisamente un pre-dinner questo drink che rientra nella categoria degli short drink e cioè di quei miscelati con capienza totale di 7 cl., a tal proposito tra parentesi potete trovare già le dosi in centilitri, si prepara nello shaker con ghiaccio, si versano i tre ingredienti a partire dai vermouth e dopo avere agitato si serve in una coppetta da cocktail precedentememte raffreddata.

Storia

Il Duchess cocktail è una preparazione risalente al 1930 dove compare nel ricettario del Savoy Hotel London, questa mistura probabilmente è stata ideata in epoca antecedente a quella data quando l'assenzio era ancora legalmente in commercio prima del bando.
Non si hanno però al riguardo molte notizie tranne l'indicazione dell'ideatore verso il vermouth rosso italiano ed il vermouth dry francese, come assenzio abbiamo inserito il Kubler sia per la colorazione neutra "un blanche" che per la gradazione alcolica inferiore rispetto a quella classica dell'assenzio, grazie a queste caratteristiche si adatta bene alla miscelazione.

lunedì 26 luglio 2010

Assenzio questo (s)conosciuto, come proporlo e degustarlo nel modo corretto

Assenzio, quante volte sentiamo, leggiamo, pronunciamo questa parola ma quanti poi in realtà ne conoscono il vero significato? non intendo di certo trasformare questo post in una lezione che partendo dalla storia vi illustri poi il metodo di produzione per arrivare alle solite conclusioni riguardanti gli effetti e la eventuale tossicità di questo liquore, la mia intenzione è quella di esporre brevemente alcune semplici nozioni di base per iniziare a conoscerlo e degustarlo come facevano i suoi tanti estimatori alla fine dell'ottocento.
Per cominciare faremo una distinzione tra i vari assenzi che si trovano sul mercato in questo momento. Sotto l'etichetta di Assenzio o meglio di Absinthe disponiamo di una larga scelta di prodotti che potremo per brevità suddividere in due categorie, quelli originali preparati con lo stesso metodo di produzione del XIX sec. che seguono le antiche ricette dell'epoca provenienti principalmente dalle terre di origine ovvero Francia e Svizzera, con alcune eccezioni in Spagna, Austria e Italia e gli assenzi moderni all'interno dei quali ci sarebbero ulteriori distinzioni da fare ma che qui consideriamo tutti quei prodotti che non seguono il metodo di produzione classico e che provengono soprattutto dall'est Europa , dalla Germania, dalla Spagna ma anche dal Portogallo e dall'Italia.
Individuare quindi i prodotti storici/originali ritengo sia indispensabile per proporre assenzio all'interno di un locale, bar o ristorante predisponendo una lista che contenga all'inizio almeno 4/5 assenzi più tradizionali e neutrali per consentire ai neofiti di imparare a riconoscere i profumi e gusti autentici, cosa utile per poi affrontare successivamente la degustazione di assenzi più complessi.
Non dovrebbero mancare gli "strumenti" del mestiere ovvero i bicchieri da assenzio, i cucchiaini forati, le caraffe e meglio ancora le fontane che rendono più emozionante il rituale della degustazione, penso che molti di voi abbiano visto servire la fata verde con il metodo molto in voga nei paesi dell'est ovvero flambé che sicuramente può attrarre per la sua spettacolarità ma che provocherebbe lo sdegno dei veri appassionati senza considerare che ci appresteremmo a sorseggiare un brodino tiepido privato di quasi tutti i suoi aromi e del suo gusto tradizionale.
Andremo quindi a servirlo così come si faceva nel periodo pre bando alla fine dell'ottocento versando dai 2,5 ai 4 cl. di assenzio nel suo bicchiere, appoggiando poi il cucchiaino o griglia da assenzio sui bordi e dopo avere messo sopra la zolletta (o mezza) di zucchero versandovi sopra dell'acqua ghiacciata fino a quando non sarà sciolta e tenendo comunque presente che per una parte di assenzio ne occorrono circa 3/4 di acqua, per quest'ultima operazione ci sarà molto utile la fontana che ci permetterà di fare scendere l'acqua a goccia a goccia.
Ci sono molte marche di assenzi originali attualmente disponibili, non le ho citate ma se a qualcuno può interessare si può aprire una discussione a riguardo.